(Bangladesh) Calo emigrazione aggrava difficoltà dell'economia (Misna)
In netto calo le possibilità di lavoro all’estero nei primi sei mesi dell’anno per i cittadini di un paese che non riesce a fornire possibilità di impiego sufficienti alla sua popolazione.
I dati ufficiali dell’Ufficio per l’occupazione e l’addestramento della manodopera, segnalano come soltanto 208.340 bangladesi abbiano trovato lavoro all’estero nei primi sei mesi del 2013, con un calo del 44% rispetto allo scorso anno, quando a partire con un contratto di lavoro in mano erano stati 374.832. Nel solo mese di giugno ed emigrare sono stati in 34.063, il 36% in meno rispetto a un anno fa.
A incidere sul dato negativo, in particolare, il quasi-blocco del reclutamento di manodopera dal paese asiatico meridionale da parte degli Emirati Arabi Uniti (Uea). Questo paese, che risultava secondo dopo l’Arabia Saudita quanto a possibilità offerte ai cittadini del Bangladesh, ha concesso soltanto 5713 visti di lavoro nel primo semestre del 2013 contro 168.685 dello stesso periodo del 2013. Una contrazione conseguenza di una controversia tra il governo di Abu Dhabi e quello di Dhaka per questioni connesse all’identificazione dei lavoratori e alla falsificazione di documenti.
Una situazione nuova, non bilanciata dalle possibilità offerte, soprattutto, da Oman, Singapore and Qatar, dove si sono diretti i due terzi dei partenti di quest’anno. Una contingenza negativa che non soltanto getta un’ombra pesante sulle possibilità di lavoro all’estero, ma anche sull’economia del paese. Difficilmente, in queste condizioni, il Bangladesh potrà duplicare il record di rimesse registrato nell’anno fiscale 2012-2013, quando i quasi nove milioni di bangladeshi che lavorano in un centinaio di paesi, hanno inviato in patria quasi 15 miliardi di dollari.