Vivere è convivere (Marco Emanuele, 14 febbraio 2013)

14.02.2013 15:06

Quando viviamo conviviamo, siamo interrelati nella vita, siamo vita nella vita.

Intendo la convivenza come unità integrata, come armonia che è processo complesso, interrelazione continua di limiti e talenti, di arresti e avanzamenti. La convivenza, come l'identità, non è mai definita o definibile in maniera certa ma è un "progress" nel quale vive e si ri-crea il progetto umano; in queste riflessioni privilegio l'idea di convivenza come di un "laboratorio di civiltà" nel quale le esperienze umane si fanno storia. Tale realtà, la storia, è lo specchio dinamico di ogni esperienza umana integrata con ogni altra, mai l'evidenza di una esperienza dominante sulle altre, nell'oblio del tutto.

Oggi, a ben guardare, siamo portati a praticare l'errore tattico dell' "o/o" separante; ciò significa che abbiamo scelto la separazione come modello e non invece l'integrazione come processo strategico. Il prezzo di tutto questo è evidente: non riconosciamo più la vita nella sua complessità, a cominciare dalla nostra interiore, non "viviamo-conviviamo" ma esistiamo come mondi separati e soltanto formalmente comunicanti.