Del dialogo (Marco Emanuele, 15 febbraio 2013)

15.02.2013 06:01

Per costruire convivenza dobbiamo sintonizzarci sul canale del dialogo che, al di là dell'essere una bella parola, è una pratica tutta da conquistare; anche se, a ben guardare, il dialogo è l'espressione della complessità del reale, di quella interrelazione naturale fra tutti gli elementi che compongono ogni realtà (a cominciare da quella di ogni persona fino a quella che usiamo chiamare "realtà globale"). Perché, allora. il dialogo sarebbe tutto da conquistare ?

Abbiamo perduto, secondo me, la capacità di vivere integrato, di vivere le differenze come ricchezze e non come divisioni, di ricercare (cercare continuamente) le interrelazioni presenti nella realtà e che la nostra ragione separante e competitiva troppo spesso supera o cancella in nome della tattica dell' "o/o" già richiamata in contributi precedenti.

Ricercare continuamente le interrelazioni, cogliere ed accogliere le differenze significa porsi sul piano del dialogo, della comunicazione-relazione-integrazione delle varie facce dell'esperienza umana che, in una parola, dialogano: esse si compenetrano l'una nell'altra trasformandosi, non confondendosi ma arricchendosi vicendevolmente. Su questo piano, della continua ricerca, il dialogo appare come una conquista, come un qualcosa che ci deve riportare nella vita per ricrearla; solo così, nella strategia del dialogo (dell' "e/e" integrante), si potrà guardare con realistica speranza al tema della convivenza.