Dialogo dialogale (Marco Emanuele, 15 febbraio 2013)

15.02.2013 16:58

E' nel "dialogo dialogale" (espressione mutuata da Raimon Panikkar) che discutiamo le nostre certezze, riconfigurandole come personali tensioni/aspirazioni alla verità; noi non siamo la verità ma costituiamo tanti originali ed indispensabili percorsi verso la verità medesima.

Nel dialogo e dal dialogo emerge il terreno comune del progetto umano che si fa storia, ricreandosi; è qui, secondo me, che vivono la radice e la ragione della convivenza, come apporto integrato di ogni persona al percorso storico dell'umanità. 

La convivenza si crea alimentando in continuo lo spazio di condivisione dell' "essere umani" e ciò è possibile, attraverso il "dialogo dialogale", se tutti ci poniamo in maniera "relativa" rispetto all'altro, vincendo l'autosufficienza e l'autoreferenzialità; l'altro è altro DI noi, è colui che ci completa e che contribuisce a darci senso e pienezza, a renderci persone umane. Ciò, con tutta evidenza, risulta impossibile attraverso il pensiero e le pratiche separanti ed escludenti, in particolare quando consideriamo l'altro come altro DA noi, quando privilegiamo la distanza e la paura anziché la mediazione dei rapporti di forza e degli interessi particolari (che inevitabilmente generano conflitti) e la ricreazione comune e continua del progetto umano.

Soltanto attraverso il "dialogo dialogale" possiamo guardare alla storia riscoprendone i tratti di verità profonda, in tal senso ritrovandoci - ciascuno secondo le proprie possibilità - realisticamente filosofi.